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Tetto ventilato

Durante il periodo estivo, l'afflusso di calore attraverso il tetto è dovuto alla maggiore temperatura dell'aria esterna e all'irraggiamento solare.
Anche in estate è importante che la copertura abbia la capacità di accumulare il calore e di sfasarne la trasmissione in modo che i valori massimi di temperatura superficiale all'intradosso del tetto si verifichino quando i vani sottostanti non sono utilizzati o nelle ore notturne quando, mediante la ventilazione naturale, l'aria interna può essere facilmente raffrescata.
A cosa
serve
La ventilazione ha il compito di contribuire a regolare le caratteristiche igrotermiche della copertura. Avviene generalmente con flussi d'aria naturali tra la linea di gronda ed il colmo.
La realizzazione dello strato di ventilazione tra isolante e copertura, è necessario per altri due motivi importanti:
1) smaltire l'umidità proveniente dall'interno e/o dall'esterno;
2) permettere all'acqua accidentale di defluire verso la gronda senza ostacoli.

Come funziona
Al momento non esistono indicazioni chiare a livello normativo sull'altezza necessaria dello strato di ventilazione. Per pendenze e dimensioni usuali di tetti a falda le indicazioni di norme vigenti variano tra 2 cm (UNI 9460) e 4 cm (UNI 10372). L'altezza minima di ventilazione dipende da molti fattori, come: pendenza e lunghezza della falda, tipo di copertura, condizioni ambientali esterne (vento, irraggiamento solare), zona climatica, ecc..

Tale altezza dell'intercapedine di ventilazione deve essere rispettata anche quando si adotta un'intercapedine delimitata da due strati piani paralleli (doppio tavolato, pannelli, ecc.).

In ogni caso, l'intercapedine deve essere senza listellature trasverali o altri impedimenti limitanti il flusso ascensionale dell'aria riscaldata.
Deve anche essere assicurata sulla copertura una adeguata sezione di ingresso dell'aria in corrispondenza della linea di gronda e di uscita in corrispondenza del colmo.


Tale sezione è ottenibile sia con fessure continue o discontinue, protette dall'ingresso di insetti e volatili, o aperture puntuali, limitando una eventuale riduzione della sezione di ventilazione ad un valore massimo di 50%.
Deve comunque essere considerato che possono essere presenti altri elementi (lucernari, abbaini finestrati, ecc.) capaci di influire significativamente sul regime termico del sottotetto.
In corrispondenza del colmo deve essere assicurata la tenuta all'acqua e alla neve trascinata dal vento.

Occorre infine ricordare che l'efficacia della ventilazione è sostanzialmente influenzata dalla geometria del tetto, dalla presenza di eventuali elementi di discontinuità presenti sulla falda (quali, ad esempio, finestre da tetto o strutture emergenti) e dalla pulizia dell'intercapedine.
Inutile dire che per garantire la ventilazione sotto manto occorre che la linea di gronda e quella di colmo siano il più possibile libere da ostruzioni.
L'intercapedine d'aria della copertura avrà le seguenti dimensioni, rispetto alla lunghezza della falda:
• 4 cm per falde fino ai 12m;
• 6 cm per falde dai 12m ai 15m.
La sezione di ventilazione sarà del 1/5000 (o del 1/3000 per falde coibentate) della superficie proiettata del tetto, secondo la configurazione della copertura. Le prese d'aria d'entrata e di uscita verranno messe rispettivamente alla linea di gronda e al colmo o al displuvio, sia con aeratori singoli (tegole di aerazione), sia con elementi di ventilazione lineari prefabbricati (listelli aerati).
NOVITA'
Grazie ad un accordo con YSOGLOBAL siamo in grado di proporre per i nostri clienti un prodotto innovativo nell'ambito del tetto ventilato.


















